Grazie all'interessamento dell'Archeoclub d'Italia di Licodia Eubea l'albero è stato inserito fra gli Alberi Monumentali della Sicilia. Straordinario individuo ben proporzionato ed elegante, costituito da un ampio e possente fusto solcato da una serie di costolature che, addentrandosi nel suolo, trovano continuità con le robuste radici.
Nel complesso la struttura dell’esemplare è contraddistinta da due poderose branche (di circa 3 metri) che si dipartono dal fusto a circa 1 metro dal colletto, una rivolta a Nord-Est e l’altra a Sud-Ovest. La chioma è tendenzialmente sub globosa, ma si presenta fortemente asimmetrica e irregolare a causa di altre due branche secondarie (direzione Nord-Sud) spezzatesi per cause meteorologiche (l’ultima di queste, caduta durante un uragano nel marzo 2012, necessita un’adeguata potatura e cura delle ferite). Altezza (m): 12 Circonferenza massima del tronco (m): 5,10 Chioma: diametro 12 metri Età stimata (anni): circa 500-600.
L'associazione culturale ARCHEOCLUB D’ITALIA di Licodia Eubea organizza
la “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica",
affidando la direzione artistica e la cura logistica dell’evento alla
casa di produzioni cinematografiche Fine Art Produzioni di Augusta (SR),
società che, oltre ad avere esperienza pluriennale nel settore della
produzione documentaristica, vanta una fitta rete di contatti e relazioni con importanti settori dell’archeologia e della comunicazione archeologica.
La manifestazione avrà luogo nel comune di Licodia Eubea, presso l’ex
convento di San Benedetto e Santa Chiara, dal marted' al sabato della
prima settimana di novembre, per un totale di cinque giornate. La
scelta di Licodia Eubea come location di un evento così prestigioso non è
casuale. Il territorio licodiense gode, infatti, di una tradizione
archeologica di ampio respiro, avendo restituito numerose testimonianze
storiche che spaziano dall’epoca preistorica al Medioevo ed essendo
stato intensamente frequentato e amato dal professore Antonino Di Vita,
scomparso nell'ottobre 2011. In memoria dell’illustre studioso di
origine chiaramontese, la Rassegna istituisce, già a partire dalla sua
prima edizione, un premio intitolato al suo nome .
L’obiettivo
della Rassegna è quello di dar vita, per la prima volta nel piccolo
comune etneo, ad un appuntamento con il mondo della comunicazione
archeologica, presentata non solo attraverso i canali tradizionali, come
le pubblicazioni scritte, ma anche tramite prodotti più accattivanti,
come i film, i docu-film e gli audiovisivi d’animazione in 3D.
All’interno della Rassegna, oltre alla proiezione di filmati
archeologici italiani e internazionali , verranno organizzati degli
incontri con editori operanti nel settore dei Beni Culturali e con
professionisti dell’archeologia, ricercatori, docenti universitari e
funzionari di Soprintendenza. Queste attività saranno possibili grazie
anche alla stretta collaborazione con la Scuola di Specializzazione in
Beni Archeologici dell’Università di Catania , che ha accettato di
aderire all’iniziativa.
La Rassegna di Licodia, inoltre, gode
dell patrocinio della “Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico
di Rovereto”, senza dubbio la manifestazione più importante in termini
di divulgazione archeologica presente in Italia e in Europa.
La Prima edizione della Rassegna si terrà dall 6 al 10 novembre 2012.
Organizzazione: ARCHEOCLUB LICODIA EUBEA archeoclublicodia@alice.it FINE ART CINEMA info@fineartcinema.it
L'archeologo Paolo Orsi poneva sull'altura della collina del Castello l'acropoli del centro siculo ellenizzato.
L'antica fortezza, di cui oggi rimangono importanti vestigia, fu costruita dai Bizantini e distrutta dai Saraceni durante la conquista dell'Isola.
Solo nel 1269 nello "Statum Castrorum Siciliae", si fa menzione della fortezza e nel 1272 sotto Carlo I d'Angiò si è menzionata con la denominazione di "Castrum Licodiae". Nel 1393 il castello fu concesso da re Martino il Giovane a Ughetto Santapau come premio per i servizi prestati. Rimane ai Santapau fino al 1618 anno della morte di Camilla, ultima discendente della nobile famiglia catalana. Successivamente il maniero passò ai Ruffo, i quali ne rimasero proprietari sino al 1812 anno dell'abolizione dei feudalesimo.