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sabato 21 dicembre 2013

Il Divino Infante - 07 dicembre 2013

Vi invitiamo a visitare la mostra che rimarrà aperta fino al 12 gennaio 2014, nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle ore 17,00 alle ore 21,00.
Per informazioni: telefono: 3319947101 email: archeoclublicodia@alice.it

mercoledì 3 luglio 2013

ARTE e FEDE - mostra di arte sacra - 13 luglio 2013

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L'Archeoclub d'Italia di Licodia Eubea e l'A.L.B.A.C.A.S, nella Chiesa del Carmine, hanno il piacere di presentare la mostra dal nome "ARTE e FEDE". 
Nello spazio espositivo allestito in occasione di questo evento culturale verrano esposti, molti dei quali per la prima volta, una serie di arredi appartenenti alla Basilica Chiesa Madre di S. Margherita e alla Chiesa del Carmine di Licodia. Gli oggetti destinati all'uso liturgico e religioso in esposizione sono compresi tra i secoli XVII e XX e sono rappresentati da un discreto numero di parati per la celebrazione della messa oltre che da alcuni argenti, reliquiari, pissidi e calici.

sabato 1 settembre 2012

Restauro della tela, "Veduta di Licodia Eubea"

 









  
                                                          

 
Soggetto: Veduta di Licodia Eubea
Secolo: XIX
Materiali/Tecnica: olio su tela
Autore: Mariano Agosta
Luogo di provenienza: Circolo Culturale San Domenico, Licodia Eubea
Anno del restauro: 2010

sabato 10 marzo 2012

I cantieri della Badia


In occasione del Trentennale della nascita dell'Archeoclub d'Italia di Licodia Eubea, l'Associazione ha firmato con il Comune di Licodia Eubea un protocollo d'intesa per l'utilizzzo dei locali della chiesa di San Benedetto per l'anno 2012. 
A partire dal 21 agosto sono iniziate le operazioni atte a rendere fruibile la chiesa, terminate il 17 marzo 2012 con l'apertura al pubblico dell'ex chiesa nel contesto dei festeggimenti del Trentennale dell'associazione.
















L'ex Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara dopo
 i lavori condotti dall'Archeoclub d'Italia di Licodia Eubea




giovedì 15 settembre 2011

Basilica Chiesa Madre di Santa Margherita

La chiesa Madre, dedicata a Santa Margherita V. e M. patrona principale di Licodia Eubea, venne probabilmente fondata intorno al secolo XVI.
Nel 1584, alla morte del Canonico Martino La Russa, la chiesa viene designata erede universale e amministratrice unica del patrimonio del prelato.
Il tempio in seguito al terremoto del 1693 subisce enormi danni. I restauri venno ultimati nel 1738, anno della riconsacrazione della basilica.

Il prospetto si eleva sopra un piano rialzato cui si accede attraverso un'amplia gradinata laterale costruita su progetto dell'architetto Antonio Astuto nel 1898. Precedentemente la sistemazione del prospetto con l'attuale gradinata, per accedere al luogo di culto, occorreva arrampicarsi su di una collinetta che non ne rendeva agevole l'accesso.

Il prospetto principale costituito da blocchi di pietra bianca, si imposta su due ordini. Il primo sottolineato da quattro lesene poste su alti basamenti vede l'apertura di due ingressi secondari ed uno principale sul quale spicca lo stemma gentilizio di Santapau. Il secondo ordine si caratterizza per un'ampia finestra con timpano spezzato.
L'imponente torre campanaria a base quadrata si erge dietro la zona del presbiterio a sinistra. Il campanile conserva cinque campane, di cui tre provenienti dalla distrutta chiesa dello Spirito Santo e della dismessa chiesa di San Benedetto e Santa Chiara. Le due campane fuse appositamente per la chiesa di Santa Margherita riportano le date del 1628, quella grande, e del 1820 la media. L'interno, a tre navate, conserva pregevoli opere. Degne di menzione sono la bella statua lignea di Giovan Battista Gallone del 1617, raffigurante Sant'Antonio Abate compatrono della città, il simulacro della patrona Santa Margherita V. e M., e le grandi tele di San Michele Arcangelo e di San Benedetto e le Sante Scolastica e Flavia del XVIII secolo di Mariano Cusmano.


Ex Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara

Del monastero di San Benedetto di Licodia, abbiamo notizie certe dall'opera storiografica di Rocco Pirri “Sicilia Sacra”, dove viene indicato il 1575 quale anno di fondazione.
A Licodia sin dal 1595, il monastero di Santa Chiara, come affermano Rocco Pirri e l'abate Vito Amico.
Il monastero di Santa Chiara, venne costruito con le elargizioni di Alfio Vassallo.
In seguito al rovinoso terremoto del 1693, i due monasteri vennero riuniti sotto la regola di San Benedetto con il nome di San Benedetto e Santa Chiara.
E' dunque possibile che la tela opera del Cusmano, presente all'interno del monastero
benedettino, scampata al terremoto, venne trasferita nel luogo del nuovo monastero, dove già sorgeva quello distrutto delle Clarisse, restaurato con il nome di San Benedetto e Santa Chiara. Il monastero e la sua chiesa rimasero in funzione fino alla emanazione delle leggi dello stato post-unitario, riguardanti la soppressione degli Ordini e delle Corporazioni religiose del 1866 e la legge sulla  liquidazione dell'Asse ecclesiastico del 1867.
L'intero complesso monastico venne venduto all'azienda comunale di Licodia Eubea che lo
acquistò dall'Intendenza di Finanza di Catania nel 1891. I locali della chiesa e del monastero vennero notevolmente stravolti nella loro struttura originaria.
Dopo il 1875, l'arciprete della chiesa madre ottenne gli arredi sacri della chiesa e il rettore del Rosario fece smontare gli altari marmorei e l'altare maggiore ligneo.
La chiesa nel 1987 è stata sottoposta a dei lavori di consolidamento da parte della
Soprintendenza di Catania. Tra il 2011 e il 2012, in seguito ad anni di completo abbandono è stata ripulita e resa nuovamente fruibile quale spazio culturale dai volontari dell'Archeoclub d'Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”.


Chiesa del Calvario

La chiesa del Calvario o di Maria S.S della Provvidenza, è sita su uno dei due colli più alti della città.
Già esistente prima del terremoto del 1693, subendo gravi danni, venne riedificata successivamente per volere della famiglia Scordino.
L'attuale aspetto che ha assunto il tempio coicide alla ricostruzione protattasi nel corso del '700.
L'edificio, privo di torre campanaria, è a base ottagonale, presenta un abiside coincidente con l'altare maggiore decicato alla Madonna della Provvidenza, di cui si conservano due statue, una delle quali risulta più antica.
Il venerdì Santo, assume grande importanza il colle Calvario, dove secondo la tradizione della Settimana Santa di Licodia, viene rievocata la morte sulla croce di Gesù Cristo.

Chiesa del Rosario

Con la venuta a Licodia, intorno al 1420, dell'ordine dei Domenicani venne dato il via ai lavori di costruzione della chiesa e del convento, ultimati intorno al 1430. La chiesa ed il convento, subendo gravi danni dal sisma del 1693, vennero ricostruiti. I lavori che rigurdarono la chiesa, come recita l'epigrafe posta sull'architrave esterna del portale, vennero ultimati nel 1747. 
Con le leggi eversive del 1866/67, il convento e la chiesa vennero requisite divenendo demanio dello Stato Italiano. L'edificio del convento, per la sua centralità, venne eletto a sede del Municipio della città. Nel 1897 i Domenicani fecero ritorno a Licodia ed ottennero dal comune l'utilizzo della chiesa del Rosario e i permessi per la costruzione di un nuovo convento sul lato destro delle fabriche del tempio.
La chiesa  di discrete dimensioni si presenta ad una sola navata. L'interno presenta quattro altari decorati da stucchi. Sul presbiterio è collocato un bell'altare ligneo dorato proveniente dalla chiesa di San Benedetto e Santa Chiara. Tra le opere di maggiore pregio vanno ricordati i simulacri del Santissimo Salvatore del XVII secolo, di San Domenico, cartapesta leccese opera di Luigi Guacci e di San Vincenzo Ferreri del XVIII secolo.

giovedì 8 settembre 2011

Chiesa del Bianchetto

Sita nell'omonima contrada e dedicata, probabilmente, alla Vergine Maria è l'unica chiesa rurale rimasta delle tante presenti nel territorio di Licodia Eubea.
La chiesetta si caratterizza per la sua architettura a pianta ottagonale con copertura a tamburo sopraelevato e per l'assenza di campanile.
All'interno sulla parete frontale si notano i resti di un altare in pietra intagliata e tracce di un affresco raffigurante, forse, Vergine Maria.

Chiesa del Carmine

La chiesa e il convento del Carmine furono costruiti nel 1579 per volere di Donna Antonia de Balzo, moglie di Ambrogio Santapau, marchese di Licodia.
Il convento oggi non è più esistente.
La facciata della chiesa è arricchita da un portale con timpano spezzato, sopra il quale si apre un'ampia finestra sormontata dallo stemma dei carmelitani, sul lato sinistro si erge una torre campanaria quadrangolare.
L'interno, ad una sola navata, conserva importanti opere d'arte e una cripta, che dopo i lavori di restauro è tornata ad essere fruibile.

Convento dei Cappuccini

I lavori per la costruzione del convento e della chiesa dei Padri Cappuccini di Licodia Eubea, ebbero inizio nel 1570. Di grandi dimensioni la struttura venne fortemente compromessa durante il terremoto del 1693. Rimase un'unica ala all'impiedi dopo il sisma ancora oggi visibile, caratterizzata dalle celle di ben più piccole dimensioni rispetto a quelle ricostruite nel corso del XVIII secolo.
La chiesa, un tempo di ridotte dimensioni, probabilmente insistente sulla sola attuale area del presbiterio, venne ampliata alla fine del XVIII secolo, grazie alle elargizioni dei fedeli e del barone Angelo Aliotta.
La chiesa ricca di opere di pregevole valore, si presenta ad una sola navata. Sul presbiterio è posto il bel ciborio ligneo intarsiato del '700 tipico delle chiese cappuccine, sormontato dell'olio su tela, opera del 1676 del pittore locale Mariano Cusmano, raffigurante il Perdono di Assisi.Tra le altra opere di particolare pregio sono la statua lignea di San Francesco d'Assisi riconducibile al XVII secolo, la statua lignea dell'Assunta, e la tela raffigurante la Stigmatizzazione di San Francesco attribuibile sempre al Cusmano. La chiesa conserva ancora oggi i sepolcri delle nobili famglie Ruffo e Santapau, benefattori dei Cappuccini, oltre a quello di Camilla Santapau, ultima erede della casata catalana, che tenne il governo di Licodia per due secoli.

Chiesa dell'Ospedale

Fondata nel 1607, fu l'unica che rimase in piedi dopo il terremoto del 1693. Ad unica navata, conserva al suo interno cinque pregevoli tele, quattro delle quali sono opera del pittore Mariano Gusmano e un pregevole crocifisso ligneo policromo conservato nella cappella di sinistra.
L'interno della chiesa è decorato da statue di santi, affreschi e stucchi a motivi floreali e zoomorfi in stile tardo barocco, tanto da rendere la chiesetta un vero gioiello artistico.

Chiesa di Santa Lucia

La chiesa dedicata a Santa Lucia, cosiddetta del Borgo, divenne parrocchia nel 1945.
Sullo stesso luogo sorgeva una chiesa più antica dedicata a San Giovanni.
La facciata molto semplice, presenta un grande portale sormontato da un'ampia finestra timpanata, mentre sul lato sinistro si erge il campanile con guglia piramidale in mattoni rossi. L'interno, ad una sola navata, conserva una statua lignea ottocentesca della Madona in trono con Gesù bambino ed il piccolo San Giovanni.